Libretto d’Ozi, settimana seconda

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di Isabella Grassi*, #Librettidozi

Siamo arrivati all’appuntamento del lunedì, con il programma settimanale, anticipazioni e spunti, con la frase della settimana da scoprire insieme, e con il nostro racconto che prosegue con quanto successo la trascorsa settimana. Ma andiamo con ordine.

Maschera è la parola che è stata trainante per la settimana scorsa, per una volta dopo tanti mesi con il suo significato originario: quello teatrale. Andrea Cavanna con il suo “Il mascheraio” (video) ha catapultato in una serata calcistica, il pubblico presente nel mondo della “commedia dell’arte” e ci ha fatto sorridere.

Uno spettacolo senza quarta parete, dove il pubblico è stato protagonista per oltre un’ora di puro intrattenimento. Intervistato alla fine l’attore si è rivelato essere una persona veramente innamorata del suo mestiere, e abituato a curare il pubblico come le sue maschere, che indossa in scena ma toglie una volta terminato lo spettacolo per concedersi al pubblico, ai bimbi presenti che sembravano affascinati da lui e con impertinenza lo avevano interrogato in matematica, per metterlo in difficoltà. Adoro questo scambio di emozioni, adoro queste stato di cose.

Il teatro è vita, e la vita è teatro.

Immagini e video della fantastica serata, ci accompagnano questa settimana, insieme alla seconda puntata di “A Telefono Spento” di Giovanni Bertani, con il suo sguardo particolare, quasi alieno, con la maschera questa volta della commedia dell’arte, scegliete voi quale.

A telefono spento, di Giovanni Bertani

UNO

Tu non ti saresti mai aspettato di trovarti in uno spettacolo estivo all’aperto, al caldo; sei più uno da birra gelata col vicino grasso in canottiera sul marciapiede sotto casa e passare la serata in sua compagnia a guardare le ragazze che passeggiano.

Più che la cultura ti interessa lo spettacolo delle calze a rete che si tendono sulle cosce, le gonne che si sollevano mentre loro si chinano e infilano la testa nei finestrini abbassati per trattare la felicità sotto voce.

Invece hai visto la giovane dirimpettaia uscire in fretta e furia e hai deciso di seguirla, ma l’hai persa. Hai acceso il telefono e hai chiamato il tuo amico, maledicendoti.

«Forse è un’attrice» ti ha detto, «c’è uno spettacolo all’aperto questa sera, ci vediamo lì, ma stai attento. Loro sono ovunque, ti sta attirando in una trappola».

All’ingresso, sotto il filare di pioppi, una ragazza dallo sguardo azzurro e senza una goccia di sudore sulla fronte ti ha chiesto il numero di cellulare per poterti mandare gli avvisi sui prossimi spettacoli. Gli hai dato un nome falso e un numero di telefono inesistente.

“Gira senza documenti, dai un nome falso alle autorità” ti ripetevi al liceo. E non hai mai smesso; in più adesso giri a telefono spento: un atto rivoluzionario da indole criminale.

«Il tuo telefono spento ti salverà la vita» ti ha detto il tuo amico.

«E tu perché lo tieni acceso?».

«Famiglia, sono obbligato» ti ha risposto.

Un’onda triste ti ha travolto, avresti voluto abbracciarlo. Non c’è modo di fare l’abitudine ai dolori non tuoi.

Sul palcoscenico un telo nero e degli abiti di scena su delle grucce con colori da epilessia. Ci sono delle maschere su un tavolino: sono di pelle di vacca stabilizzata con una soluzione idroalcolica per conservarla nel tempo.

Il tannino fa miracoli e vai al bar perché anche tu hai bisogno di miracoli: frescura e una donna che sembra una francese che si sente sola.

Niente vino e torni con due birre. Una per te e una per il tuo amico.

Siete seduti sul prato su delle sedie bianche; lui ha con sé un moleskine rosso e prende appunti. È fissato con questa storia pazzesca degli extraterrestri che vogliono conquistare il mondo con il covid.

Persone che girano intorno, non si capisce cosa facciano e perché. C’è una coppia con dei bambini e uomini soli e donne sole. Oltre la siepe i lampeggianti dei camion della pattumiera falciano la notte.

Della vicina non c’è traccia, forse si è attardata.

«Lei verrà» ti rassicura il tuo amico.

Sollevi lo sguardo verso il cielo nero, traforato di stelle.

«E loro?» gli domandi.

«Sono tra noi» risponde, «siamo seduti su una polveriera».

È la commedia dell’arte, fatta di personaggi fissi, cristallizzati nella loro forma. I due bambini in prima fila ridono. Non sanno che anche loro prenderanno una di quelle forme un giorno non lontano. Saranno preda degli schemi fissi; una prigione dalla quale nessuno potrà liberarli.

Ti domandi chi sei: il pirata sbruffone, il Dottor Balanzone, Pantalone, Arlecchino o chissà chi altri. Scivolano sul palcoscenico, passano uno dopo l’altro: improvvisazione basata su contrasto. Alla fine sai che potrai solo sperare di essere Pulcinella se vuoi uscire di scena come si conviene.

Manca solo la vicina con quella sua maschera attraente da francese che si sente sola.

Si spengono le luci gli applausi arrivano alle stelle.

«Hanno già capito quello che siamo» ti dice il tuo amico al ritorno, «sanno tutto di noi, ormai, hai visto? Conoscono le nostre maschere. Ormai niente li può fermare».

«Pulcinella sì, lui li batte tutti».

Ti accompagna fin sotto casa, la sedia del vicino grasso è vuota, la strada è morta. Il portone davanti è spalancato come un sepolcro e ti viene in mente una follia. Dici al tuo amico di salire in casa tua e di guardare alla finestra se lei torna.

Tu sali le scale; la fortuna ti assiste Lei è uscita così di fretta che ha lasciato le chiavi nella serratura.

Entri in una stanza foderata di armadi chiusi e librerie vuote dove si ritirano le solitudini. Una moquette da motel con bruciature di mozziconi, un arredamento da architetto anni ’70, con poltrone arancioni e tavolini a scacchi.

Tutto sembra fuori dal tempo in cui esisti, come quel vecchio telefono a disco o quel caldo che non conosce condizionatori.

Senti uno squillo dall’altra parte della strada. La finestra è aperta. Nel tuo appartamento c’è il tuo amico che guarda il telefono del tuo salotto che suona.

Non risponde, si volta. Tutti e due siete appoggiati con le mani sul davanzale e vi guardate come maschere in uno specchio distante.

In strada senti un taxi che si avvicina.

È ora di uscire di scena.


Sfogliamo insieme cosa ci riserva la settimana e le parole chiave che vi sveleranno la frase finale: Magia, Insieme, Frammenti, Note e Canzoni.

 

22 giugno,  ore 21.30
“Jack e il fagiolo magico” – Spettacolo per famiglie con con Silvia Santospirito, Mattia Scolari, Giovanni Pazzoni e Martina Manzini. Teatro del Cerchio

Il primo appuntamento è per il teatro ragazzi, con una favola tratta da un racconto popolare inglese, diffuso in Gran Bretagna e Stati Uniti, per la gioia di grandi e piccini.
Per scalare insieme come per Magia il fagiolo.

23 giugno, dalle 18.00 alle 19.30
“Giornata dell’insieme” – Laboratorio di riciclo per genitori e figli –a cura del Teatro del Cerchio e in collaborazione con Sinapsi Group.

In un mondo troppo preso dal consumismo, ecco che questo laboratorio che si incarnia in una collaborazione con il Teatro del Cerchio e Sinapsi già sperimentata, in una giornata che per i parmigiani richiama i tortelli, vuole essere un momento magico da passare insieme.

24 giugno, ore 21.30
“Dietro l’angolo – vetrina delle compagnie del territorio” – “Frammenti di donne” – Spettacolo con Monica Ampollini, Antonia Buongiorno, Carmela Capozzi, Luisa Formisano, Emma Galante, Silvia Settimj. Associazione “Lupus in Fabula”.

Il Teatro del Cerchio apre il suo palco per la messa in scena di uno spettacolo che ha partecipato alla rassegna “Dietro l’angolo”, che ha vinto per la sua forza, per il suo cast tutto femminile.
Compagnia amatoriale locale, storica della rassegna con diversi premi nel suo carnet.
Uno spettacolo da gustare e da scoprire, in ogni singolo frammento.

25 giugno, ore 21.30
MicroFestival “Luci della ribalta – dal varietà al cabaret”“Faber” spettacolo di Teatro musicale con Melania Giglio. NoveTeatro. A cura dell’Ass. Cult. Micronomicon.

Lo spettacolo musicale non poteva mancare, e questa settimana per MicroFestival va in scena un’opera su Fabrizio De André dove si alterneranno brani di vita di Faber a canzoni tratte dall’inestimabile repertorio dell’artista.
Per un momento di svago puro e per un tuffo nella canzone italiana.

Tutti gli eventi saranno presso il Centro Giovani Federale di Via XXIV Maggio a Parma, per la rassegna Spazi d’Ozio del Teatro del Cerchio. La prenotazione è obbligatoria tramite sms o whatsapp al numero 3515337070 oppure alla casella di posta prenotazioniteatrodelcerchio@gmail.com e l’ingresso è a offerta libera.

La frase della settimana è dunque: Come per Magia, se metti Insieme tutti i Frammenti ottieni Note e CanzoniSeguiteci in questo viaggio.

 

*autrice anche di foto e video

 

 

(21 giugno 2021)

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