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Caro Direttore, e i cattolici del PD che chiedono “clausole etiche” nella scelta del gruppo bancario che farà da tesoriere del Comune?

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di Marco Maria Freddi #CaroDirettore twitter@parmanotizie #Politica

 

Caro Direttore,

Il gruppo consigliare parmigiano del Partito democratico, o per meglio dire la sua componente cattolica, ha presentato una mozione per chiedere al Sindaco e alla Giunta di introdurre delle clausole “etiche” nella scelta del gruppo bancario che farà da tesoriere del Comune.

Idea nata negli ambienti cattolici missionari saveriani una ventina di anni fa, la campagna di pressione alle “banche armate” o la costituzione delle “tesorerie disarmate” dei Comuni – definizioni orribili – in tutti questi anni non hanno avuto alcun seguito.

L’ambiente dei missionari cattolici – a cui va tutto il mio non retorico sostegno ideale – è ambiente ostile all’economia, alla finanza e, come appendice del sistema, alle banche; un ambiente che quando affronta i temi economici-finanziari, pensa e si esprime al pari dei centri sociali filo venezuelani.

Ora, pur apprezzando i principi che hanno mosso una ventina di anni fa l’iniziativa, il motivo per cui sono contrario ad attribuire valori “etici” – che brividi ogni qualvolta in politica si utilizzano certi termini … – ad una attività di tesoreria comunale è che i Comuni non possono privarsi del possibile miglior istituto di credito, l’istituto che fornisce al meglio servizi adeguati a prezzi convenienti perché quest’ultimo, legalmente, secondo le leggi italiane e internazionali, fornisce servizi bancari ad aziende italiane che legalmente producono armi.

Sono convinto che l’ente locale è un ente pubblico e, in quanto tale, deve promuovere non solo il benessere della comunità locale, ma anche sostenere quei valori che stanno alla base della civile convivenza, tra questi la solidarietà e la pace; ancor più sono convinto che il commercio delle armi, anche se legale e autorizzato, contraddice questi valori.

Proprio per questi motivi condivisi, mi aspetto da un gruppo politico che a vario titolo Governa questo Paese da sempre, proposte concrete sulla produzione e vendita delle armi e non una mozione ispirata a buoni sentimenti.

Molte sono le contraddizioni del mondo della produzione delle armi nazionali, ampie le aree opache e la violazione di trattati internazionali, ma siccome il 70% del mercato delle armi è ad appannaggio di Leonardo spa, azienda controllata al 30% dallo Stato Italiano, se chi deve controllare è anche il controllato è facile che le aree opache rimangano ampie, soprattutto quanto gli interessi economici sono importanti ed i mercati in crescita.

Credo al valore delle mozioni consigliari, credo al valore della politica ed al valore dell’istituzione Consiglio Comunale e per questo, spero che i miei compagni del PD ritirino la mozione presentata, una mozione che si ispira a buoni sentimenti ma che non permette di guardare con coraggio al cuore del problema.

 

(12 agosto 2020)

©gaiaitalia.com 2020 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 





 

 

 

 

 

 




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