di Marco Maria Freddi, #carodirettore
Mentre l’opinione pubblica turca e di tutta Europa si indigna per la scelta della Turchia di ritirarsi dalla Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne, alcune nazioni europee si preparano a fare altrettanto, mettendo al centro un progetto conservatore a difesa della famiglia tradizionale.
In Polonia, la destra cattolica e l’organizzazione pro-life Ordo Iuris, ha presentato alla Camera dei deputati una proposta di legge, la “Convenzione sui diritti della famiglia”. Una visione di famiglia tradizionale dove la Convenzione di Istanbul è una minaccia, dove la protezione della famiglia passa attraverso il divieto ad abortire e alle unioni omosessuali, la famiglia è alla base dell’ordine sociale ed è basata sul matrimonio fra un uomo e una donna, i “bambini” devono essere tutelati anche prima della nascita e la loro educazione deve essere di stampo confessionale, perché la famiglia tradizionale è minacciata dalla teoria del gender.
Ora, i cattolici Democratici di questo paese, i cattolici laici di questo paese che non confondono il peccato con il reato, i cattolici Democratici di questo paese che vivono il loro credo in libertà e che mai imporrebbero dettami o proibizioni confessionali a nessuno, i cattolici laici che di tutto discutono e che non si chiudono nel recinto dei cosiddetti “temi non negoziabili”, che ne pensano?
I cattolici Democratici del Partito Democratico, credono in una cosiddetta “legge naturale”, una legge che esprime valori assoluti, eterni ed immutabili, una visione conservatrice, omofoba e misoginia che il Congresso mondiale delle famiglie vorrebbe imporre ad una società libera, laica e secolarizzata?
Scrivo sul tema poiché nelle scorse settimane mi sono letteralmente scagliato con toni eccessivamente aggressivi contro l’istituzione Chiesa Cattolica rea di aver nuovamente sostenuto che non è lecito benedire le unioni gay perché, secondo il credo cattolico, Dio benedice l’uomo peccatore, ma non il “peccato” e del mio eccesso, qualche compagna e compagno Democratico cattolico si è risentito.
Ma torno alle domande, alle domande che pongo ai compagni cattolici Democratici, ai compagni cattolici che non si oppongono confessionalmente alla discussione di temi che nascono dalla società, al contrario vogliono portare il loro contributo politico a temi maturi, a complessità che sono ormai diffuse, sentite e richieste dalla società come l’eutanasia, il suicidio assistito, l’aborto farmacologico, la procreazione medicalmente assistita anche eterologa, la gestazione per altri, il matrimonio egualitario, la legalizzazione della marijuana e di tutte le sostanze stupefacenti, la legalizzazione della prostituzione e l’istituzione dell’assistente sessuale per persone diversamente abili.
E ne son certo poiché so che il Cattolico Democratico vive il suo credo nel privato, nella vita pubblica è consapevole di essere calato in una società laica dove ciò che il cattolico non farebbe, vorrebbe o che sente essere peccato, non lo imporrebbe a chi cattolico non è, ma diversamente crede che la politica debba governare tutti i fenomeni, debba governare con il diritto e i diritti ciò che nella società è diffuso, sentito.
Siamo chiamati alla responsabilità di governare i fenomeni sociali, a dire la verità e non a “stare da una parte”, la nostra unica parte sono le persone e i loro bisogni più profondi e assieme dobbiamo dire alla città e al Paese che la teoria gender non esiste, il complotto del gender non esiste e che le persone devono poter essere libere di scegliere e vivere la propria identità e il proprio orientamento sessuale con tutte le tutele e diritti di legge.
Lo dico ai compagni cattolici Democratici e lo dico a Enrico Letta che ha aperto una nuova stagione con tanta positività e speranza segnando nel suo primo discorso una discontinuità valoriale, lo dico a loro perché se dopo tanto rumore, se dopo tanta sofferenza delle persone che rivendicano il proprio libero orientamento sessuale nulla accadrà, credo un dibattito politico in città e nel paese debba aprirsi.
Chiare scelte devono essere fatte, le mezze parole, i mezzi distinguo, i compromessi al ribasso, le mezze prese di posizione del recente passato non appartengono alla politica del XXI secolo e tanto meno ai Democratici, cattolici o laici, del XXI secolo.
(31 marzo 2021)
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