di Marco Maria Freddi
Credo io debba una spiegazione ai tanti Compagni che da tutta Italia hanno chiesto del perché del mio appoggio a Elly Schlein e credo di doverlo anche ad alcuni amici di Effetto Parma. Guardo ad altro, parto dalle ultime elezioni politiche ed al solco che (finalmente) si è creato creando chiarezza di posizioni.
Da una parte le destre e dall’altra le sinistre, poi, due partiti personali non al centro ma tra destra e sinistra a seconda dell’occasione e della necessità. Due partiti che più che essere di governo sono attratti dal governo, due partiti a cui attribuisco un respiro corto – tanto più le forze progressiste condivideranno un pensiero politico comune, tanto più i due partiti personali diventeranno elettoralmente marginali.
Credo ancora nel sogno del 2007, il sogno di un Partito Democratico aperto e laico e per questo, da Radicale, continuo a tesserarmi perché sogno un contenitore liberal-socialista e democratico che è, e dovrebbe essere, la natura del soggetto politico Democratico, un contenitore che dagli ambientalisti ai cattolici (adulti), passando per la tradizione comunista a quella Radicale, Socialista e Repubblicana, compongono la sintesi di un progetto che nella comune visione di una Società Aperta si riconoscono.
Cari Compagni,
lo stagno si è così ristretto che non c’è più ossigeno per nessuno ma l’impegno e il lavoro di Riccardo Magi, di Michele Usuelli e di Alessandro Capriccioli sono stati e sono così importanti che non possono essere dispersi, così come il lavoro dei tanti Radicali che sul territorio si impegnano quotidianamente su vari fronti. So che Elly Schlein è aperta ai confronti, credo l’interlocuzione sia indispensabile e lo è per due ordini di ragione: il primo è che la storia Radicale dopo la morte di Marco Pannella è diventata politicamente irrilevante e la seconda è che la storia Radicale può attivamente contribuire alla creazione del soggetto Democratico, un soggetto progressista e moderno. Poi, c’è Più Europa. Personalmente credo che Più Europa abbia esaurito il suo percorso, le truppe cammellate del primo congresso hanno inaugurato un lento ma inarrestabile declino e solo il coraggio di raccogliere le firme ed eleggere Marco Cappato alla segreteria, avrebbe potuto far progredire il partito su altri binari. Non c’è controprova ma credo che l’abbraccio con i democristiani della prima repubblica sia stata la prima causa del fallimento di un progetto di partito europeista e magari, grazie a Marco Cappato, transnazionale e paneuropeo.
Sono umanamente molto legato a Federico Pizzarotti, credo sia stato un ottimo Sindaco e che la prima sindacatura sia stata unica, tanto entusiasmo e libertà nell’amministrare non ci sarà più nella storia di questo Paese. Non so se Federico Pizzarotti riuscirà a conquistare l’attenzione e l’interesse degli iscritti del prossimo congresso tanto da poter diventarne segretario nazionale ma di una cosa sono certo: se la dirigenza che nascerà dal prossimo congresso non porterà ad un accordo se non a uno scioglimento nel soggetto Democratico nascente, l’esperienza di Più Europa sarà utile, forse, solo a poche persone fino alla sua inevitabile scomparsa. Spero che anche Federico Pizzarotti e Più Europa aprano una interlocuzione seria con Elly Schlein, perché spingendo Più Europa nel limbo dei due partiti personali non di centro ma tra destra e sinistra a seconda dell’occasione e della necessità, segnerà un fallimento di visione politica e di una mancata lettura della realtà politica nata dalle ultime elezioni.
Vedo in Elly Schlein la candidata segretaria Democratica giusta in questo momento storico, credo lei abbia le qualità per aprire a tutte le culture politiche che in una Società Aperta si riconoscono. Queste le ragioni del mio appoggio a Elly Schlein, spero i compagni e gli amici comprendano del perché della mia scelta, non sono interessato ai contenitori di per sé, guardo ad altro, parto dalle ultime elezioni politiche ed al solco che (finalmente) si è creato creando chiarezza di posizioni. La realtà che nascerà al congresso Democratico chiede a tutti coloro che in una Società Aperta si riconoscono di lavorare insieme, di contribuire alla sua rinascita ed al suo rilancio in chiave politica del XXI secolo, non tanto per una demagogica ed inutile unità dei progressisti ma per creare un’unione attorno a un pensiero politico, ad una visione Democratica.
(12 dicembre 2022)
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